di Emilia Morelli

Alta tensione in Libano: spari di avvertimento israeliani contro un convoglio italiano Unifil. Tajani: «I militari italiani non si toccano»

Momenti di forte tensione in Libano, dove un convoglio logistico italiano della missione Unifil è stato fermato e colpito da spari di

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avvertimento da parte delle Forze di Difesa Israeliane.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato duramente l’accaduto: «I militari italiani non si toccano», sottolineando come l’episodio rappresenti una grave violazione. I colpi hanno danneggiato un veicolo della colonna, senza causare feriti, ma hanno costretto il convoglio a rientrare alla base.

Convocato l’ambasciatore israeliano: richiesta di chiarimenti

A seguito dell’incidente, il governo italiano ha reagito immediatamente. Tajani ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, presso la Farnesina per ottenere spiegazioni ufficiali.

Il ministro ha ribadito che le forze israeliane «non hanno alcuna autorità» sui militari italiani impegnati nella missione ONU, evidenziando la necessità di chiarire rapidamente quanto accaduto.

Meloni condanna: episodio «grave e inaccettabile»

Anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso una posizione netta, condannando l’accaduto e sottolineando che il convoglio era chiaramente identificabile come appartenente a una missione internazionale.

Il governo italiano ha quindi ribadito il proprio impegno nella tutela dei militari impegnati all’estero, chiedendo il rispetto delle regole e del mandato delle missioni ONU.

Crosetto: «Inaccettabile mettere a rischio i caschi blu»

Durissima anche la reazione del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha definito l’episodio «inaccettabile». Il convoglio, partito da Shama e diretto a Beirut, è stato colpito a pochi chilometri dalla base, interrompendo immediatamente la missione.

Crosetto ha evidenziato come i militari italiani operino esclusivamente per garantire stabilità e sicurezza sotto l’egida delle Nazioni Unite, denunciando il rischio crescente per il personale impegnato nelle operazioni di pace.

Appello all’ONU e rischio escalation regionale

Il governo italiano ha chiesto un intervento urgente delle Nazioni Unite affinché venga garantita la sicurezza del contingente e chiarita la dinamica dell’accaduto. L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da forti tensioni nella regione.

Tajani ha inoltre lanciato un allarme più ampio: «La tregua in Libano non esiste», evidenziando come il quadro geopolitico stia peggiorando e come i segnali attuali non lascino spazio a un’immediata distensione.

Una crisi che si inserisce nello scenario mediorientale

L’incidente rappresenta un ulteriore elemento di instabilità in Medio Oriente, dove le tensioni tra diversi attori regionali continuano ad aumentare.

L’Italia, pur confermando il proprio sostegno alla missione Unifil, chiede garanzie concrete per la sicurezza dei propri militari, ribadendo che episodi simili «non devono ripetersi».

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