di Ennio Bassi

La premier rivendica l’azione del governo e rilancia sull’ultimo anno di legislatura, escludendo dimissioni o rimpasti. Dure le critiche delle opposizioni, con Schlein che attacca su lavoro, salari e welfare

Giorgia Meloni si presenta in Parlamento per tracciare la rotta dell’ultimo anno di legislatura in un clima politico teso, segnato dall’esito del referendum e dalle tensioni internazionali. Nel suo intervento, la presidente del Consiglio rivendica la solidità dell’esecutivo e respinge ogni ipotesi di crisi: il governo, assicura, resterà in carica fino alla fine del mandato.

Meloni sottolinea di aver rispettato il responso delle urne, pur riconoscendo il rammarico per una riforma giudicata necessaria. Il voto contrario, afferma, non segna una battuta d’arresto definitiva ma rappresenta piuttosto uno stimolo a proseguire con maggiore determinazione. “Il no non ci ferma, ci spinge a fare di più”, è il senso del messaggio politico lanciato dall’Aula.

Sul piano economico e sociale, la premier difende i risultati raggiunti: conti pubblici sotto controllo, crescita post-pandemia e livelli di occupazione in miglioramento, con una riduzione del lavoro precario. Ammette però che restano criticità, in particolare sul fronte dei salari bassi, sui quali annuncia nuovi interventi in arrivo.

Tra le priorità indicate per i prossimi mesi figurano il piano casa — con l’obiettivo di aumentare l’offerta abitativa —, il rafforzamento della sicurezza attraverso più personale sul territorio e misure per ridurre le liste d’attesa nella sanità, puntando su una maggiore collaborazione con le Regioni.

Ampio spazio anche alla politica estera. Meloni ribadisce la collocazione “occidentale” dell’Italia, respingendo le accuse di subalternità agli Stati Uniti e rivendicando una linea coerente con quella degli altri partner europei. Sul conflitto in Medio Oriente, invita a sostenere ogni spiraglio di tregua e condanna le violazioni del cessate il fuoco, sottolineando l’impegno italiano nei negoziati e nella sicurezza energetica.

La premier non evita i temi più controversi: difende l’azione antimafia del governo e respinge con forza le accuse personali, definendole strumentali. Ammette invece che i risultati sulla sicurezza non sono ancora soddisfacenti, annunciando nuove assunzioni e strumenti di prevenzione.

Nel complesso, Meloni propone un’agenda improntata alla “serietà” e alla continuità, prendendo le distanze da misure che definisce demagogiche e ribadendo l’intenzione di non cedere a logiche elettorali nell’ultimo anno di legislatura.

Immediata e dura la replica delle opposizioni. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein accusa il governo di aver fallito sulle principali promesse: salari in calo, costo della vita in aumento e precarietà diffusa. “Nessun italiano può dire di stare meglio rispetto a quattro anni fa”, attacca, annunciando la costruzione di un’alternativa politica.

Dalla maggioranza, invece, arriva un sostegno compatto. Paolo Barelli (Forza Italia) difende la stabilità dell’esecutivo e rivendica gli interventi economici adottati, mentre Riccardo Molinari (Lega) critica un’opposizione divisa e incapace di proporre un’alternativa credibile.

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L’articolo Meloni in Aula: “Andremo avanti fino alla fine” proviene da Associated Medias.