di Ennio Bassi

La presidente del Consiglio difende il ministro della Giustizia sul caso della grazia a Nicole Minetti, pur riconoscendo possibili lacune nella procedura. Attesa per gli sviluppi delle indagini della procura generale di Milano

Giorgia Meloni prende posizione sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti e ribadisce la sua fiducia nel ministro della Giustizia Carlo Nordio, escludendo al momento qualsiasi ipotesi di dimissioni. La premier, tuttavia, ammette che dalle ricostruzioni giornalistiche potrebbero emergere elementi mancanti nell’iter, pur sottolineando che le verifiche non competono direttamente al Ministero.

Il nodo centrale resta infatti il ruolo della procura generale di Milano, incaricata degli accertamenti preliminari. Secondo Meloni, il governo non può essere ritenuto responsabile per eventuali carenze in questa fase, evidenziando come il processo segua procedure standard già applicate a centinaia di richieste di grazia.

Sul ruolo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiamato a decidere in ultima istanza, la premier evita commenti diretti, rimarcando la separazione delle competenze istituzionali. Nel frattempo, dal Quirinale non arrivano dichiarazioni ufficiali: l’attenzione resta concentrata sugli sviluppi delle verifiche in corso.

A difesa del ministro interviene anche il sottosegretario Alfredo Mantovano, secondo cui la documentazione disponibile lasciava margini limitati di valutazione. I dati raccolti, ha spiegato, indicavano un cambiamento significativo nella condotta della beneficiaria, elemento determinante nella decisione.

Non mancano però le critiche dell’opposizione, che accusa l’esecutivo di voler scaricare le responsabilità e chiede chiarimenti formali in Parlamento. Alcuni esponenti spingono per le dimissioni di Nordio, mentre altri ampliano il bersaglio politico fino alla stessa presidente del Consiglio.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Caso Minetti, Meloni sostiene Nordio: “Fiducia piena, ma servono chiarimenti” proviene da Associated Medias.