di Carlo Longo

L’Agenzia internazionale per l’energia avverte che l’Europa potrebbe disporre di appena sei settimane di carburante per aerei

Nonostante il recente calo dei prezzi di benzina e gasolio registrato alla pompa, emergono nuove preoccupazioni sul fronte energetico europeo. L’Agenzia internazionale per l’energia (Eia) ha lanciato un avvertimento significativo: le scorte di carburante per il trasporto aereo nel continente potrebbero bastare per appena sei settimane.

La situazione dipende in larga misura dalla capacità dei Paesi europei di compensare le forniture provenienti dal Medio Oriente, che finora hanno rappresentato circa il 75% delle importazioni nette di carburante per aerei. Eventuali difficoltà nel reperire alternative sui mercati internazionali potrebbero tradursi in carenze concrete, con ripercussioni immediate sul traffico aereo.

Le conseguenze di un’eventuale crisi non riguarderebbero solo il settore dei viaggi. Il trasporto aereo costituisce infatti un pilastro dell’economia europea: secondo ACI Europe, genera ogni anno circa 851 miliardi di euro di prodotto interno lordo e sostiene circa 14 milioni di posti di lavoro. Un rallentamento, anche parziale, avrebbe effetti a catena su turismo, commercio e logistica.

A rendere critica la prospettiva è il rischio legato allo Stretto di Hormuz, uno snodo strategico per il transito globale di petrolio e carburanti. La sua chiusura, ha avvertito il direttore esecutivo dell’Eia Fatih Birol, potrebbe innescare “la più grande crisi energetica mai affrontata”.

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